Ital_Categories for

Un patto generazionale per il lavoro

Di Andrea Ghisletta  (GISO) e Pelin Kandemir Bordoli, candidati al Gran Consiglio

In Ticino la disoccupazione giovanile è un problema. Ed è un problema serio anche perché sfugge in gran parte alle statistiche. Un giovane che non ha mai lavorato non può far capo alla disoccupazione e molti di loro non risultano dalle cifre che ci fornisce regolarmente la Segreteria di Stato all’economia o da quelle della statistica cantonale. Tali cifre attestano comunque la disoccupazione giovanile nel nostro cantone a percentuali molto più elevate rispetto alle altre età. vedere l’articolo

Posta quo vadis?

di Denise Maranesi, Consigliera Comunale di Chiasso:

Anche a Chiasso, come a Mendrisio è stata ventilata l’ipotesi di chiudere l’ufficio postale di Boffalora per far posto ad un’agenzia postale presso la Migros.
Scelta che a noi come gruppo socialista non pare logica, in quanto lo stesso ufficio è molto ben frequentato sia dalle persone residenti nel quartiere, sia da coloro che lavorano nelle piccole medie imprese, senza dimenticare le persone che abitano nei comuni limitrofi. Essendo un punto di snodo determinante per la nostra cittadina i servizi andrebbero ampliati e rafforzati anziché ridotti. Questa scelta mette in pericolo i commerci presenti sul territorio, già sotto pressione dalla difficile situazione economica. vedere l’articolo

www.campagnagiso.ch

I nostri candidati al Gran Consiglio sono presenti anche sul sito www.campagnagiso.ch Vi invitiamo a visitarlo ed a ritornarci regolarmente per vedere i contributi scritti dei nostri 11 giovani candidati!

Di disuguaglianze e di Belle Époque

di Andrea Ghisletta, Candidato al Gran Consiglio per la Gioventù Socialista

 

È inammissibile che, nel mondo e nel nostro Cantone, ci siano persone che non hanno
abbastanza e allo stesso tempo persone che hanno troppo.
Chi non ha abbastanza è molta più gente di quanto si possa pensare: secondo l’Ufficio di
statistica, in Ticino il 29,0% della popolazione convive con un reddito disponibilie inferiore alla
soglia di povertà, il doppio rispetto alla media Svizzera. Queste persone non potrebbero
affrontare spese impreviste anche solo di 2000 franchi, come ad esempio un intervento dal
dentista. vedere l’articolo

Dibattito sulla trasparenza

Venerdi scorso alla Casa del popolo di Bellinzona si è tenuto un dibattito sulla trasparenza in politica. Quest’ultimo è stato organizzato da due nostri membri e candidati al Gran consiglio, Giulio Bozzini ed Aramis Gianini. Oltre ai membri GISO hanno partecipato Fabio Käppeli per il PLR e Nicholas Marioli per la Lega dei Ticinesi. La presentazione della serata è stata fatta da Lydia Joray (altra candidata GISO al GC) e da Marina Carobbio. Ha moderato il dibattito il giornalista Edy Bernasconi.

Per chi non ha potuto esserci o ha semplicemente voglia di (ri)vedere il dibattito, la GISO ha filmato il tutto e lo propone qui di seguito. vedere l’articolo

Video congresso

Sulla nostra pagina Facebook sono presenti i due video del congresso di sabato 24 gennaio. Purtroppo vista la dimensione non abbiamo potuto caricarli qui sul nostro sito internet.

Sono visibili sul nostro canale Youtube o tramite il link sottostante. vedere l’articolo

La storia di Aba (padre di ogni popolo)

di Alice Pasquale

 

Aba era un bambino di otto anni. Amava ridere e giocare, ma nulla amava più della sua famiglia. Avrebbe voluto macchinine, pupazzi e la Playstation per fingere di giocare alla guerra, ma Aba era un bambino soldato: lui alla guerra giocava veramente.
Non sapeva come né perché, ma una mattina si era svegliato e delle ombre lo avevano portato lontano. Gli avevano dato strani giocattoli, troppo pesanti per le sue piccole braccia. Gli avevano fatto prendere delle strane medicine. “Per renderti forte”, gli avevano detto.
Aba giocava insieme ad altri bambini a far cadere le persone sputando fuoco dai loro giocattoli. Non sapeva perché, ma sapeva che altrimenti gli sarebbero toccate altre medicine, e ai bambini le medicine non piacciono.
Uno dopo l’altro, gli amici di Aba non si rialzavano più. E lui aveva paura.
Il gioco finì. La strada piena di persone a terra, dipinte di rosso. Aba era in piedi. Tornò a casa, ma nessuno lo aspettava.
Oggi Aba ha 32 anni ed è scappato dai giocattoli e dalle medicine. Si sveglia di notte, però, e spesso ha gli incubi. Crescendo, ha capito cos’era quello strano gioco. Ora Aba vive in Svizzera con i suoi due bambini. Li guarda spesso ed è felice di sapere che non fanno gli stessi giochi della sua infanzia.
Nessun pietismo, nessuna carità: questa è solo una storia. Ogni persona ha un passato e una dignità che vanno rispettate, sempre. Negli occhi dei vostri figli provate a vedere il piccolo Aba, a mettervi nei panni dell’“altro”. A vivere come lui, soltanto per un giorno. A scappare dal vostro Paese, lo stesso di vostro padre e di suo padre prima di lui.
Proviamo a capire, senza giudicare, senza perbenismo, senza demagogia, ma con un sincero desiderio di aiuto.
Io ci sono. E tu?
vedere l’articolo

Manifestazione a favore del diritto all’istruzione e contraria a una politica migratoria col paraocchi

n merito alla vicenda dei bambini ecuadoregni, abbiamo appreso con sdegno e profondo disappunto della loro partenza forzata, assieme alla loro famiglia, che ha tutto il sapore di un’espulsione. Ancora una volta il governo si mostra distaccato e disumano nei confronti dei meno fortunati: inizialmente il ministro Gobbi si è mobilitato per negare loro la possibilità dell’esercizio di un diritto fondamentale di basilare importanza, quale quello all’istruzione, ancorato oltretutto all’Art. 19 della Costituzione e all’Art. 28 della Convenzione sui diritti dell’infanzia. Costituzione che tanto viene difesa da una certa corrente politica, che vorrebbe addirittura dichiarare il primato del diritto svizzero rispetto al diritto internazionale pubblico, chissà, magari certi diritti ancorati a tali trattati vengono ritenuti scomodi? vedere l’articolo