No agli ostacoli per chi svolge servizio civile!

Prima dell’introduzione del servizio civile nel 1996, chi voleva evitare l’insensato servizio militare a causa di conflitti di coscienza aveva due modi: risultare non idoneo ai test psichiatrici e subire la conseguente stigmatizzazione sociale, oppure semplicemente rifiutare il servizio e scontare pene detentive. L’introduzione del servizio civile ha così permesso sia la depenalizzazione dell’obiezione di coscienza al servizio militare, sia un prezioso servizio che apporta un contributo alla nostra società ben maggiore rispetto al giocare con le armi e i carri armati.

 

Sin dalla sua introduzione, il servizio civile è stato combattuto dalla destra. Ad esempio, l’ex leader del gruppo parlamentare UDC al Consiglio nazionale ha definito chi pratica il servizio civile come “tristi smidollati”, “cagasotto” e “pseudo pacifisti” non disposti a difendere il popolo svizzero. Idee simili si ritrovano anche nella prevista revisione della legge sul servizio civile, in cui sono previste otto misure per limitare le ammissioni al servizio civile. L’obbiettivo di questa revisione è chiaro: fermare il calo di arruolamenti nell’esercito. Invece di accettare il fatto che sempre meno giovani sono disposti a svolgere il servizio militare, la destra vuole risolvere il problema rendendo meno attrattivo il servizio civile.

 

Oltre al numero minimo di 150 giorni di servizio civile (indipendentemente dal numero di giorni di servizio già svolti nell’esercito), verrà applicato l’allungamento del servizio di una volta e mezza anche ai sottufficiali ed agli ufficiali. Queste ultime due categorie devono già scontare 510 giorni di servizio militare: se anche per loro il servizio civile deve durare una volta e mezza rispetto al servizio militare si tratta di un evidente svantaggio. Inoltre, è previsto un periodo di attesa di un anno per chiunque abbia già completato la formazione di base. I membri dell’esercito che non devono più scontare giornate di servizio non saranno ammessi al servizio civile. Inoltre, chi si sta formando come medico, non potrà più svolgere questo ruolo durante il servizio civile. Anche per quanto riguarda l’organizzazione si vuole rendere il servizio civile più complicato: si vuole introdurre un impegno annuale obbligatorio, mentre il servizio lungo dovrà essere svolto entro l’anno successivo all’ammissione al servizio civile. Oltre a ciò, si intendono eliminare gli incarichi all’estero.

 

Questi cambiamenti danneggeranno chiunque voglia svolgere il servizio civile. Chi non vuole essere reclutato nell’esercito per motivazioni morali non deve essere punito in nessun caso, esattamente il contrario di ciò che propone la revisione. Se chi sostiene l’esercito crede che servano più soldati, allora ci si dovrebbe impegnare per rendere il servizio militare più attrattivo. La GISO Svizzera si oppone fortemente a qualsiasi ulteriore ostacolo per chi vuole svolgere il servizio civile e sostiene chiaramente il referendum contro la revisione della legge sul servizio civile.