Solidarietà per il Rojava!

Risoluzione approvata durante l’assemblea de* delegat* della GISO Svizzera del 10 novembre 2019 a Zurigo

 

Il 9 ottobre 2019, il presidente turco Erdogan ha lanciato una campagna militare nella Siria settentrionale. Questa offensiva, pianificata a lungo, è stata resa possibile grazie alla decisione del presidente americano Trump di ritirare dalla regione del Rojava, confinante con la Turchia, i soldati statunitensi. L’obbiettivo della Turchia è di creare una zona cuscinetto lungo il confine siriano e trasferirvi i rifugiati siriani residenti in Turchia. Con questa guerra, Erdogan punta a destabilizzare la situazione in Siria nuovamente, dopo i passati attacchi ad Afrin. Centinaia di civili sono già morti. La regione del Rojava è l’unica entità in Siria che cerca di vivere in una democrazia attenta ad ecologia e parità di genere.

 

L’attacco della Turchia, stato appartenente alla NATO, solleva la questione di come l’opinione pubblica mondiale dovrebbe reagire a queste ripetute violazioni del diritto internazionale da parte di Erdogan. L’Unione Europea critica la guerra, ma non vuole imporre sanzioni. La paura è che la Turchia interrompa l’accordo sui rifugiati. Anche il Consiglio federale non vuole interrompere le relazioni economiche con la Turchia, mantenendo l’accordo di libero scambio con il governo Erdogan. Ancora una volta, la Svizzera e i suoi alleati consentono di violare i diritti umani. Noi non possiamo tacere su questo. Il nostro movimento è internazionale e non deve fermarsi ai confini statali. Dobbiamo combinare le lotte anticapitaliste, ecologiche, pacifiste e femministe. Questo è il motivo per cui la GISO presenta le seguenti proposte in merito alla situazione della Siria settentrionale:

 

  • Una moratoria sull’esportazione di armi in Turchia. Devono essere vietate anche le forniture di materiale bellico, compresi prodotti intermedi e pezzi di ricambio.
  • Il Consiglio federale sostiene coerentemente la pace in Siria. A tal fine, riconosce l’autonomia del Rojava e accetta incondizionatamente rifugiati curdi in Svizzera.
  • Il Consiglio federale sospende l’accordo di libero scambio con la Turchia e adotta sanzioni economiche nei suoi confronti, così come richiede il rilascio dei prigionieri politici in Turchia e chiede un processo per crimini di guerra nei confronti di Erdogan da parte di un tribunale internazionale.
  • La Svizzera lancia un’offensiva diplomatica e si impegna per il rispetto del diritto internazionale e l’applicazione di sanzioni economiche nei confronti della Turchia e dei suoi alleati. La Svizzera chiede inoltre all’Unione Europea di porre fine all’accordo sui rifugiati che mantiene attualmente con la Turchia.
  • Die Schweiz startet eine diplomatische Offensive und setzt sich international für die Einhaltung der Völkerrechte ein, sowie für wirtschaftliche Sanktionen gegen die Türkei und ihre Verbündeten. Des Weiteren fordert sie die Europäische Union dazu auf, das Flüchtlingsabkommen mit der Türkei unverzüglich zu kündigen.
  • La Svizzera si ritira immediatamente dal Partenariato per la pace e lavora attivamente per l’abolizione della NATO.