La nostra salute vale più dei loro profitti!

La crisi che stiamo vivendo influenza fortemente la nostra vita quotidiana, e, soprattutto, grava sul sistema sanitario svizzero in un modo mai visto prima. La politica in materia sanitaria degli ultimi decenni ha causato una buona parte delle problematiche che affliggono ora il nostro sistema sanitario.

 

Di Clément Borgeaud, vicesegretario centrale della GISO Svizzera

 

Un sistema diretto dalla concorrenza

Inizialmente, è necessaria una breve digressione sulla situazione di partenza in Svizzera. Anche se ogni persona che vive in Svizzera è obbligata ad avere un’assicurazione sanitaria, siamo ancora lontani da quello che dovrebbe essere un vero e proprio servizio pubblico. Il sistema di assicurazioni sanitarie si basa sia sul settore privato che su quello pubblico, creando un regime di concorrenza.

Nel 2012 è cambiata la regolamentazione dei finanziamenti al settore ospedaliero: da allora, sia gli ospedali pubblici che quelli privati sono obbligati a finanziare sia le proprie attività che eventuali investimenti. Questo cambiamento giuridico ha perciò trasformato gli ospedali in aziende orientate al profitto e al risparmio.

Va notato che i finanziamenti funzionano in modo particolare: le cure ambulatoriali (che avvengono in un solo giorno) vengono trattate diversamente dalle cure ospedaliere (che richiedono un pernottamento in una struttura). Per quanto riguarda le cure ambulatoriali, la cassa malati copre il 100% dei costi, mentre per le cure ospedaliere il 45% è finanziato dal rispettivo cantone. [1]

Ciò ha un effetto perverso: le case malati, le istituzioni mediche e le autorità si comportano in modo opportunistico per ridurre i costi: le casse malati cercano di favorire le cure ospedaliere, siccome i cantoni contribuiscono ai costi, mentre i governi cantonali tendono a preferire le cure ambulatoriali, visto che costano meno alle casse dei cantoni. Entrambi gli atteggiamenti hanno una cosa in comune: non pongono al centro l’interesse dei pazienti.

Se a ciò aggiungiamo i prezzi dei farmaci fuori controllo, le pressioni delle compagnie di assicurazione sanitaria e i costi delle franchigie, si capisce subito che l’accesso alla sanità per tutti, indipendentemente dalla situazione economica, è attualmente un’illusione.

 

Pazienti sotto pressione

In questa situazione, i pazienti per i quali il trattamento richiederebbe cure costose e nessun profitto si ritrovano con un supporto medico di seconda classe e vengono sempre più trascurati. Non è un segreto che queste persone abbiano a disposizione meno supporto medico e cure ridotte, che a lungo termine causano costi aggiuntivi. Infatti, le dimissioni ospedaliere troppo rapide (motivate dalle suddette regole di finanziamento) e l’accesso limitato ad alcuni tipi di cure causano un’esplosione dei costi già nel medio termine.

Una persona con basso reddito, che ha un’assicurazione con bassi premi e una franchigia elevata, cerca inoltre di evitare, se possibile, le spese mediche e di conseguenza trascura parzialmente la propria salute per motivi finanziari. Questa mancanza di cure porta spesso a complicazioni sanitarie a medio e lungo termine, che, oltre a causare ulteriori costi, possono rappresentare un rischio per queste persone. A causa di questi meccanismi è ragionevole pensare che alcune persone appartenenti agli attuali gruppi a rischio potrebbe non farne parte.

Inoltre, mentre gli ospedali pubblici sono responsabili per l’intera popolazione, gli ambulatori e le cliniche private hanno la tendenza (molto discutibile) di privilegiare le regioni e i servizi medici le con prospettive di profitto più interessanti. Ad esempio, mentre le operazioni al ginocchio o al cuore eseguite su pazienti benestanti in cliniche private delle aree urbane sono redditizie, a differenza del lavoro di un medico di famiglia in campagna.

 

Personale sotto pressione

Nel contesto della pandemia attuale, ciò viene discusso quotidianamente: il personale medico è sotto enorme pressione. Ma la causa non è unicamente la pandemia di coronavirus. L’Iniziativa per cure infermieristiche forti, recentemente respinta dalla destra del parlamento, richiedeva già prima della pandemia una migliore formazione del personale, regole più coerenti per il supporto dei pazienti e una migliore organizzazione in generale del lavoro del personale infermieristico.

È perciò comprensibile come a causa della scarsa formazione, della costante pressione, nonché di orari e condizioni di lavoro estreme, i dipendenti del settore infermieristico si trovino già “normalmente” in una situazione critica. L’attuale pandemia sta peggiorando ulteriormente le condizioni di lavoro (per non parlare della sospensione da parte del Consiglio federale delle disposizioni relative all’orario di lavoro e ai periodi di riposo del personale medico), e vi e l’urgente necessità di migliorare la qualità delle condizioni di lavoro in modo generalizzato, se vogliamo avere un sistema sanitario realmente orientato all’accesso a cure di alta qualità per tutti.

 

Pianificazione sotto pressione

Le caratteristiche del nostro sistema sanitario esposte in precedenza (assistenza orientata al profitto, medicina a due velocità, investimenti che dipendono dal rendimento finanziario delle strutture, personale sotto pressione) sono tutt’altro che positive per un paese che vuole avere un sistema sanitario realmente funzionante. È una catastrofe.

Questo sistema funziona in base al principio del just-in-time. E mentre normalmente la capacità del nostro sistema sanitario è “sufficiente”, ora ci rendiamo conto che rischiamo di essere impotenti di fronte a una grave crisi.

 

Un’opportunità per porre delle domande 

Le scarse riserve di attrezzature mediche, i pochi letti disponibili in caso di un afflusso massiccio di pazienti e il poco personale adeguatamente formato sono tutte conseguenze di un sistema sanitario basato sul profitto e sull’ottimizzazione dei costi (e che raramente è a favore degli assicurati). In un sistema più umano e universale queste situazioni si potrebbero evitare.

Per far fronte a una pandemia sono necessarie infrastrutture e attrezzature adeguate, ben oltre quanto normalmente richiesto dal sistema sanitario svizzero. Solo un settore pubblico forte è in grado di realizzare tali investimenti nel settore sanitario, e ciò può essere fatto solo al di fuori di logiche di profitto, che attualmente determinano il reale accesso alle cure.

C’è un’urgente necessità di rivedere il nostro sistema sanitario, sia a livello di pianificazione che di finanziamento, se non vogliamo trovarci in futuro impreparati di fronte a situazioni eccezionali, e soprattutto se vogliamo un sistema sanitario accessibile a tutti nel medio e lungo termine.

 

Fonti:

  • Sistema sanitario svizzero
  • Assicurazione malattia
  • Una concorrenza che costa cara – per un sistema di sanità pubblica solido
  • Iniziativa per cure infermieristiche forti

[1] Una stessa operazione ha prezzi diversi e non viene finanziata allo stesso modo se viene eseguita in ambulatorio (Tarmed-pricing) oppure durante un ricovero (DRG-pricing).

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